Port Hercule — la digue semi-flottante
Diga semigalleggiante di 352 metri e 160.000 tonnellate, rimorchiata nel Principato nel 2002, che ha permesso di raddoppiare la capacità di accoglienza del Porto Hercule.
Nel 2002, Monaco ha installato davanti al suo porto il più grande frangiflutti semigalleggiante del mondo: 352 metri di lunghezza, 160.000 tonnellate, rimorchiato al Principato e ormeggiato ai piedi della Roccia.
Un’opera, non un terrapieno
La tecnica distingue questa diga da un semplice terrapieno: è semigalleggiante, sostenuta da un giunto sferico sul lato Roccia e da otto linee di ancoraggio, e funziona secondo il principio del “muro d’acqua fisso”. Il Journal de Monaco pubblica il resoconto della visita al sito del Principe Ranieri III e del Principe Ereditario Alberto, il 14 settembre 2002, con la descrizione dell’opera e della sua protezione anticorrosione: trenta tonnellate di anodi per venticinque anni.
L’effetto è misurabile: la capacità di accoglienza di Port Hercule è raddoppiata.
Nomi che datano l’opera
Un dettaglio che l’archivio ci permette di seguire: la diga venne nominata con successivi decreti comunali. Nel 2008, la vecchia diga sud è diventata il Quai Rainier I e il contromolo nord il Jetée Lucciana. Nel 2013 la parte superiore della diga semigalleggiante è stata denominata Esplanade Stefano Casiraghi.
Questi atti di denominazione sono preziosi per una ragione semplice: datano con precisione porzioni di lavoro che nient’altro ci consente di collocare nel tempo.
##Ciò che Memoria non finge di sapere
Non è stata rinvenuta la data di avvio del progetto: i documenti consultati risalgono solo al marzo 2002, e il concessionario cita solo “studi degli anni ’70”. Neppure la data di compimento è stabilita da un atto. Il foglio pubblica quindi ciò che è provato – l’attuazione del 2002 – e lascia nell’ombra chi sta a monte.
I fatti sono parafrasati; viene citata solo la fonte. Una correzione, una data mancante? Scrivi a Memoria.