Mareterra
L'undicesima espansione di Monaco sul mare: sei ettari strappati al Mediterraneo tra il Grimaldi Forum e l'Anse du Portier, inaugurata il 4 dicembre 2024 dopo otto anni di costruzione.
Mareterra è l’undicesima espansione del Principato sul mare, e il primo quartiere completamente nuovo costruito sul Mediterraneo. Tra il Grimaldi Forum e l’Anse du Portier, sono stati sottratti al mare 6 ettari, ovvero circa il 3% del territorio monegasco, che sale a 208 ettari.
Dalla proposta di legge alla circoscrizione
La storia inizia con un testo: nel 2015 è stato presentato, poi discusso al Consiglio Nazionale, il disegno di legge che prevedeva la smantellamento dei terreni e dei volumi a destra dell’Anse du Portier. Il contratto di concessione del 30 luglio 2015 affida la progettazione, il finanziamento e la commercializzazione al Groupement de l’Anse du Portier (Bouygues Travaux Publics e Le Portier Holding S.C.A.), concretizzato dalla società “l’Anse du Portier” - l’omonima SCA pubblicata sulla Rivista nel 2016 menziona Patrice Pastor tra le persone che potrebbero controllare il veicolo del progetto (scheda Patrice Pastor →). Il progetto durerà otto anni interi, mobilitando più di 300 aziende e 6.000 persone, fino alla consegna nel 2024, sei mesi prima del programma iniziale.
L’impresa è innanzitutto marittima. Tra settembre 2018 e luglio 2019, diciotto scatole di cemento armato vengono assemblate per formare una cintura che delimita il futuro quartiere. Ciascuno viene portato al centimetro più vicino da navi multi-cat, quindi zavorrato con sabbia fino a raggiungere circa 24.000 tonnellate. Questa cintura non è solo una diga marittima: le onde colpiscono camere di smorzamento, che limitano la loro energia prima di raggiungere la nuova costa.
Un quartiere pubblico tanto quanto residenziale
Contrariamente all’immagine di quartiere privato, Mareterra riserva gran parte del suo territorio al pubblico: quasi tre ettari di spazi pubblici, un ettaro di parco, un lungomare di 500 metri, 19.000 mq di zona pedonale e 600 metri di pista ciclabile. Il programma di costruzione comprende 120 appartamenti di altissimo livello, 10 ville, negozi, ristoranti e un porto turistico con 16 anelli.
La progettazione associa Renzo Piano (RPBW) e Valode & Pistre, a cui si aggiungono Tadao Ando e Norman Foster per diversi edifici e ville, con il paesaggista Michel Desvigne. Il quartiere porta i nomi della famiglia principesca: piscina Princess Charlene, piazza Princess Gabriella, spianata e lungomare Prince Jacques.
La performance ambientale e le sue controversie
Mareterra si presenta come un eco-distretto: 9.000 m² di pannelli solari, 80% di riscaldamento e raffrescamento coperto da energie rinnovabili, riscaldamento geotermico con acqua di mare, 50% riutilizzo dell’acqua piovana, 200 sistemi di ricarica elettrica, certificazioni BREEAM, HQE, BiodiverCity e Port Propre. Per quanto riguarda l’ambiente marino, prima dei lavori sono stati salvati 510 mq di praterie di Posidonia, sono state installate barriere artificiali per favorire la colonizzazione del nuovo litorale e una “Grotta Azzurra” permette di osservare la vita sottomarina.
Questa comunicazione ambientale è anche ciò che divide. Nell’aprile 2025, una rassegna stampa internazionale mostra due storie opposte: i titoli esaltano un “modello di costruzione sostenibile in ambiente marino” e un’impresa ingegneristica – struttura che scende a 50 metri di profondità, rigidi standard sismici – mentre altri denunciano una “Dubaiizzazione” del Mediterraneo e una biodiversità “irrimediabilmente perduta”. Memoria registra entrambi, datati e di provenienza.
Un quartiere che si riversa nel suo quartiere
Mareterra non si è limitato ad aggiungere terra: ha ridisegnato il quartiere limitrofo. L’ampliamento del Grimaldi Forum, realizzato nell’ambito dell’operazione, entrerà in funzione tra dicembre 2024 e gennaio 2025: altri 10.000 mq, di cui 6.000 commercializzabili, una piazza esterna di 2.000 mq e tre nuovi spazi: sala Pinède, patio, galleria Diaghilev. In occasione del suo 25° anniversario, lo stabilimento passa da 35.000 a 41.000 m². Un anno dopo, il lungomare collega Mareterra al Larvotto, la cui spiaggia stessa è stata rinnovata nel 2021.
Perché lo archiviamo
Un nuovo quartiere non ha memoria spontanea: nessuno ricorda cosa c’era prima, perché lì non c’era niente, tranne il mare. È proprio questo il ruolo di Memoria: tenere traccia del cantiere, delle decisioni e delle controversie affinché, tra trent’anni, si possa ancora dire come Monaco si è guadagnato questi sei ettari, a quale costo e con quali effetti sull’ambiente marino.
Tutti gli archivi Mareterra sono datati e collegati a una fonte pubblica. I fatti sono parafrasati; sono inclusi solo titoli, media, date e link agli editori, con la loro menzione. Una rettifica, un documento, una testimonianza? Scrivi a Memoria.